THE LITTLE PINK BOOK - "SCARPE"

Una piccola guida su come sceglierle, dove acquistarle, quando indossarle. Con i maggiori marchi e stilisti, aneddoti e curiosità. Un manuale per chi è già una shoe addict, o vuole diventarlo. “The Little Pink Book – Scarpe”, edito da Astraea, è la prima fatica letteraria di una nota blogger, nonchè amica di Wait!, Sonia Tiffany Grispo. Potete leggerla ogni giorno su TrendandTheCity.
Parlaci di questo interessante progetto. Com’è nata la collaborazione con Astraea a i “Little Pink book”?
Parliamo di scarpe dunque. Se tu fossi una scarpa?
Segnalaci un modello cult, quello che assolutamente ogni ragazza al di sopra dei 16 anni dovrebbe possedere.
Blogger seguitissima, editor, ed ora pure scrittrice. Non ne hai abbastanza?

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LEANNE SHAPTON: LETTERING & DESIGN
Vi è mai capitato, in libreria, di curiosare nel reparto dei libri in lingua originale? Io lo faccio spesso, e la prima cosa che ogni volta attrae la mia attenzione sono le copertine. Nulla a che vedere con quelle, tutte uguali per colori e grafica, a cui le case editrici nostrane ci hanno abituati. Un vero tripudio di colori, più vicine ad opere d’arte che a semplici copertine di libri. Incuriosita ho notato un nome ed uno stile che si facevano notare nella massa. Ed ho scoperto così un’illustratrice /grafica /artista, molto nota degli States, ma da noi praticamente sconosciuta, Leanne Shapton.
The New York Times, New York Magazine, The New Yorker, Harper's, The New York Times Magazine, sono solo alcuni nei famosissimi quotidiani a cui collabora. Ha inoltre illustrato numerose copertine per le case editrici più famose, come Knopf, Doubleday, Simon and Schuster e Penguin.
Disegni e scritte semplici, quasi infantili, e forse per questo così riconoscibili e familiari. Bellissimi.




Bye, AnnaV
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"CARA BARER. La perfezione nella distruzione."

Ho sempre amato i libri in ordine, perfetti, senza una piegatura. Poi ho visto le foto di Cara Barer e sono rimasta letteralmente senza parole, affascinata dal sottile equilibrio fra distruzione e perfezione che questa artista riesce a creare. Perchè non ho mai visto tanta bellezza e poesia in un libro.
Cinque parole per descrivere il tuo lavoro.
Elegante, sconcertante, poetico, provocatorio e sensuale.
Quali sono i tuoi sentimenti per i libri? Amore o odio?
Amo i libri. Quelli che modifico o distruggo nelle mie foto sono elenchi del telefono, manuali di computer, o libri che qualcun altro ha scartato.
Quali sono i miei “sentimenti” verso i libri? C’è una citazione di Erasmo che li sintetizza molto bene: “Quando avrò un po’ di soldi, comprerò libri; se me ne rimarranno comprerò cibo e vestiti.”
Qual’è il primo libro che hai letto?
Sinceramente non ricordo quale sia stato veramente il primo. Ricordo i primi che mi hanno colpita, e impressionata. “Zanna bianca” e “L’Isola del tesoro”.
Cosa rimane, di un libro, dopo che l’hai fotografato?
Ne ho una piccola collezione. Alcuni mantengono l’aspetto che avevano nella fotografia, altri cadono a pezzi. Ma li conservo tutti.
Alcuni dei tuoi lavori sono decisamente onirici. Quanto è importante il sogno nel tuo lavoro?
“Sognare ad occhi aperti” è probabilmente l’espressione che più mi si addice. Ho bisogno di tranquillità e soprattutto tempo per lasciare che la mente corra libera. Ed è in questi momenti che nasce il mio lavoro.
Cos’è l’arte per te? E le tue fotografie sono arte?
L’arte ha significati diversi per ciascuno.
L’arte per me è unicamente la “vera” espressione di quello che l’artista sente dentro di se. Quello che intendo dire con “vera” è che deve essere puramente ciò che l’artista percepisce e riesce ad esprimere con la sua abilità e il suo talento, senza essere influenzato dalle opinioni e dal volere di chi lo circonda. L’arte è libertà. Ed è l’unico modo che conosco per lavorare. Se così non fosse ciò che faccio non sarebbe “vero”.



INTERVISTA DI ANNALISA VARESI
Estratto dal numero 20 di Wait! Ottobre/Novembre 2007
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ECLIPSE - STEPHENIE MEYER

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ECLIPSE PRESTO IN LIBRERIA

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Cult: Tokyo Blues - Haruki Murakami
A chi non è mai capitato di essere immerso completamente in una canzone dei Beatles e rivivere attimi di passato sorridendo e ponendosi mille domande. Chi non ha nel cuore una persona o una storia di vita che non potrà mai cancellare, che continuerà a farlo sognare? Tokyo Blues comincia così su un aereo dove Toru Watanabe, il protagonista, ripensa alla sua adolescenza ed ai suoi anni trascorsi nel collegio universitario universitario a Tokyo. Era il lontano 1968, quando Toru perde il suo migliore amico, allora fidanzato con Naoko, la totrmentata protagonista femminile di questo romanzo. La tristezza di fondo che regna nelle pagine di questo romanzo è insita nei personaggi, ma si trasforma in una grande energia che alla fine porterà il lettore ad amare Toru, ma ancor di più Naoko, uno dei personaggi femminili più intriganti enigmatici e problematici creati dalla letteratura.Il viaggio nei meandri della vita e della crescita interiore dei personaggi porterà entrambe i protagonisti a delle scelte, delle decisooni a volte drammatiche ma sempre coerenti con il percorso che l'autore vuole far seguire al lettore. Murakami dimostra ancora una volta di essere il più occidentale degli autori orientali, pur aggiungendo al romanzo quel pizzico di cultura del sol levante che non guasta e lo caratterizza. Un vero e proprio Cult!! Edizioni Feltrinelli
Pierpaolo Bironi
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