Quando ho visto per la prima volta le foto dei lavori di Francesca Lanzavecchia ho pensato fossero opere d'arte. Bellissime sculture modellate intorno al corpo umano. Quando ne ho scoperto la reale funzione di supporti ortopedici e protesi per far fronte a reali disabilità ne sono restata affascinata. I suoi busti sono così belli da sembrare ricamati sul corpo, i suoi collarini diventano veri e propri gioielli. Qualcosa che non deve più essere nasconto. Bellissimi.
Si ispira ai giochi olimpici di Pechino la nuova campagna pubblicitaria della banca brasiliana Bradesco. Lo slogan è davvero azzeccato: “You must have much competences”.
E' da oggi disponibile su YouTube l'ultimo video di Kayne West, "Good Morning". Protagonista è un simpatico e sfortunato orsetto disegnato dall' illustratore giapponese Takashi Murakami, già autore della copertina dell'album "Graduation".
E naturalmente l'orsetto non poteva non indossare gli immancabili Shutter Shades, resi famosi a livello planetario dal rapper americano.
Si è parlato davvero tanto di questa nuova collezione di Tarina Tarantino in collaborazione con Kidrobot, e finalmente, dopo tanta attesa, ecco in vendita alcuni pezzi su 80Purple...
Sicuramente faranno la gioia dei collezionisti, e daranno nuova linfa vitale ad un'artista che riesce sempre a rinnovarsi e a far felici le sue fans. Aspettiamo di vedere e comprare anche in Italia l'intera collezione.
Ormai le edicole sono diventate dei veri bazaar. Soprattutto in estate non c'è rivista che non propini qualche inutile omaggio. Borse, cappelli di paglia, pochette... chi più ne ha più ne metta. A me l'omaggio fa l'effetto contrario a quello voluto, mi fa "non comprare" la rivista.
Ma in questo caso è diverso, perchè quando scende in campo la regina delle riviste di moda, il discorso cambia. Questa è la splendida "magazine bag" che le fortunate abbonate a Vogue USA si sono viste recapitare insieme al numero di settembre. Beate loro!
Grafica, designer e fotografa per Mtv Benelux, ma non solo. Katerina Plevkova, di Amsterdam, 31 anni appena compiuti, è un’artista dalla sensibilità spiccata e dal gusto decadente. Le sue foto mi ricordano Parigi e Praga. Mi riportano alla mente le illustrazioni di vecchie favole e quelle meravigliose giornate di sole in autunno. I colori vividi e sfuggenti mi danno la sensazione di essere dentro la foto stessa. Le parole, i giochi di ripetizioni che rincorrono i contorni del suo viso (il soggetto delle foto è sempre lei) o le ciocche dei suoi capelli, rendono ogni scatto qualcosa di più, come un ibrido a cavallo fra la fotografia e l’arte. Un genere tutto suo, che adoro.
Prima di tutto... Chi è “Cherry Blossom Girl”? “Cherry blossom girl” è una canzone che ascolto molto spesso. Alcune volte posso ascoltare lo stesso brano per tutto il giorno. Questo me lo fa “sentire” sul serio. Ed è con questa sensazione che un giorno ho deciso di usare questo titolo per il mio sito web. Non rappresenta esattamente me stessa, ma una mia sensazione.
Come ti descriveresti? Artista? Fotografa? Designer? Non riesco a stare ferma, e non posso fare le stesse cose ancora e ancora... Mi annoio molto facilmente, ma ho sempre trovato qualcosaltro da fare.A volte ho bisogno di fotografare. Maamo anche la progettazione e talvolta ho bisogno di esprimere quello che sento e creare, come fosse una specie di terapia. E 'strano, ma per ogni mio lavoro, o fotografia, o creazione, quando lo riguardo, so esattamente che cosa provavo nel momento in cui l’ho realizzato. E 'ancora lì. E’ una sensazione che rimane. E aiuta. La mia testa è piena di così tante cose che ho davvero bisogno di organizzare. Questo è il mio modo.
Giochi molto con il tu corpo e la tua immagine... Può sembrare che adoro me stessa, o qualcosa di me, ma in realtà è vero l’opposto. Ho cominciato a fotografarmi in un momento buio, in cui non ero felice di me, della mia vita, di nulla. E mentre io mi odiavo, tutti continuavano a dirmi quanto fosse stupido, e quanto io fossi bella. Allora ho lasciato che fosse l’obbiettivo a catturare la bellezza di cui parlavano, ma che io non riuscivo a vedere. Volevo amarmi. Avevo questa idea nella testa. Ho iniziato a fotografarmi per esprimere quello che sentivo, e per poterlo vedere.
Cosa pensi delle ragazze che ri fotografano per postare le proprie foto su Myspace, o altri blogs? Ogni ragazza ama i complimenti. E posso quindi capire perchè lo fanno. Attirano l’attenzione, i ragazzi le corteggiano, è una cosa legata all’ego. Alcune di queste foto le trovo piuttosto strane, ma va bene così, aiuta ad essere più fiduciosi in se stessi, e questo è sempre un bene. E’ solo il bisogno di approvazione per sentirsi meglio con se stessi. D’altro canto però può anche attirare attenzioni, per così dire “cattive”. C’è forse troppa ingenuità dietro tutto questo.
Come nasce una foto? E come diventa arte? E’ una sensazione che ho. Sento qualcosa e lo devo esprimere. Prendo la macchina fotografica, scatto, provo a catturare questa sensazione e ci lavoro sopra. Porto sempre con me una piccola digitale per non perdere nulla. Mi viene naturale, è una cosa che devo fare... Come respirare penso. Non ho mai pianificato di fare qualcosa, di scattare una determinata foto. Tutto il mio lavoro, la mia arte, sono molto impulsivi. Vengono realmente dal cuore. A volte quando sto lavorando su qualcosadi commerciale,devo ritagliarmi delle piccole cose, dei piccoli spazi per esprimere me stessa. Cinque minuti per liberare la mente e poter continuare con il lavoro di tutti i giorni.
Che peso ha la manipolazione digitale nei tuoi lavori? E quella manuale? Amo entrambe. Mi piace combinare diversi generi di cose. Amo tagliare e incollare sia digitalmente che manualmente. Lo faccio da sempre. Ho cominciato manualmente perchè quando ero bambina non c’erano computer. Ricordo quando avevo cinque anni e a scuola ci fecero ralizzare un collage con delle vecchie cartoline. Mi piacque davvero, e da allora non ho mai smesso. Mio padre diventava mattoperchè c’erano sempre pezzetti di carta dappertutto. Mi chiamava “ragazza-carta”. Ma mi esprimevo anche in altri modi. E non si è divertito molto quando ho cominciato a disegnare sui mobili con il rossetto, o, molto peggio, a intagliarli con le forbici. Quando avevo nove anni ho cominciato a realizzare dei lavori per gli amici e i compagni di classe. C’era una certa lista d’attesa... Molti anni dopo è arrivato il computer e questo, ovviamente, ha esteso all’infinito le possibilità.
Cosa è per te la bellezza? La bellezza è deterninata dai gusti personali. E’ ovunque... E anche se suona come un orribile clichè, penso sia vero. Non credo che al mondo ci sia una cosa che non può essere bella. Molte delle cose che definiamo “brutte” in realtà sono così belle. Puoi guardare un pezzo di qualcosa senza senso e sorprenderti di quanta bellezza puoi trovarci... Quanto poi alla bellezza delle riviste, a quell’ideale, mi spaventa. Troppa perfezione non è reale.
E cosa, invece, ti fa chiudere gli occhi per non guardare? Non posso chiudere i miei occhi. Non potrei mai rinunciare a “guardare”.
Infine, sei felice?Un anno fa la mia vita ha iniziato ad avere un senso. E' come se finalmente io abbia capito chisono e cosa vogliono veramente. Ho capito che ci sono tante cose che mi rendono veramente felice. Piccole cose. Quando vedo un cane che mi guarda, ad esempio,mi sento imensamente felice. Non riesco a spiegare. Maho capito che non bisogna fare di ogni cosa un dramma. Mi sento bene ora, per me stessa, per le cose che faccio, per la vita che ho, per le persone che mi sono vicine.
Non è proprio all' amore che penso guardando queste tavole della nuova collezione "Burton Coalition Love 2009"... Ma sicuramente non passerano inosservate. Disponibili negli stores nelle misure 152, 155, 158 e 162.
Esce fra pochi giorni l' ultimo libro di Jonathan Tropper "Tutto può cambiare",edito da Garzanti. Un libro che indaga con l'ironia e la schiettezza tipiche dell' autore sulla forza dei cambiamenti, sull'impredivilità e l'incontrollabilità della vita.
E pensandoci bene è proprio così. Ci sono momenti, esperienze, che possono cambiare la vita per sempre. La fine di un amore... Un viaggio... Un incidente... La mia vita è stata cambiata da una sensazione, da una consapevolezza che, all'improvviso, ha spazzato via ogni dubbio e incertezza. Non un cambiamento radicale, ma una "dichiarazione d'intenti" che ancora oggi mi sostiene nello studio, nel lavoro, nella vita. Parlo dell'amore per la parola, per la lettura e la scrittura. Nessuno sconvolgimento quindi, ma se a voi è capitato, se vi è successo davvero di riuscire (o di essere costretti dall'imprevedibilità del caso) a cambiare il corso delle cose, questo è il libro che fa voi. In libreria dal 18 di settembre.
Ormai manca pochissimo all'apertura del concept store colette x GAP, a New York. In attesa di poter vedere l'intera collezione, vi mostriamo qualche succosa anteprima di ciò che potrete trovare. Fra le collaborazioni, Moncler, Uslu Airlines, Oakley, Incase e molti altri.
Esistono una quantità indefinita di modi per esprimere la propria gratitudine nei confronti di qualcuno. Miltos Manetas ne ha scelto uno davvero bizzarro per ringraziare uno dei più grandi artisti del ventesimo secolo, nientepopòdimenoche Mr. Andy Warhol. Se siete curiosi di sapere di cosa si tratta, andate su: www.thankyouandywarhol.com. L'installazione è stata in mostra al BALTIC Centre for Contemporary Art lo scorso anno.
Vi avevamo già parlato di Mjolk, ricordate? Brand svedese, trapiantato in Australia, nato nel 2003 ad opera di John Clarke e Lars Stoten. Ma, soprattutto, quanto di più dannatamente dandy c'è in giro. Il lookbook della Spring/Summer collection 2009 ne è la prova (o meglio: la conferma) schiacciante: un tripudio di quadretti, papillon, stringate multicolor e completi improbabili. E allora, gente, occhio a Mjolk: sentirete questo nome molto, molto, molto spesso. Potete scommetterci.
Pensate ad una televisione d’attualità e di informazione, una televisione veloce e interattiva, sempre nuova e mai banale. Pensate a quello che vorreste vedere in un canale tv, e datevi da fare, telecamera alla mano, perché da oggi la televisione la fate voi. Sembra utopia, ma è già realtà dopo il lancio, lo scorso 8 maggio, della versione italiana di Current, la web tv creata dal Premio Nobel Al Gore. La formula è semplice quanto geniale: integrare il lavoro di una tradizionale redazione dando a chiunque la possibilità di realizzare filmati, clip e reportage (chiamati POD), facilmente pubblicabili sul sito web www.current.it , e scelti, per la messa in onda, direttamente dagli utenti dello stesso sito. Niente curricola. Qui contano la creatività e il talento.
Un progetto che a noi di Wait! piace da impazzire. Non potevamo non cogliere l’occasione di fare due chiacchiere con il direttore di Current Italia, Tommaso Tessarolo.
Parlaci di CURRENT TV. Come la definiresti? Cosa la differenzia da una TV tradizionale?
Current è un progetto unico al mondo nel suo genere. E’ un mix quasi perfetto tra Net + Televisione. Una unica piattaforma che integra le dinamiche del web con l’immediatezza e la qualità di un prodotto televisivo.
Come mai la scelta dell’Italia, prima degli altri paesi europei? Credi che il pubblico italiano parteciperà favorevolmente alla richiesta di interattività su cui si basa CURRENT TV? La scelta dell’Italia è stata prevalentemente dettata dalla grandissima tradizione nel campo del video unita all’incredibile attività online che nel nostro paese, nonostante tutto, è ai vertici a livello mondiale. Non ultima la presenza in Italia della piattaforma SKY già distributore di Current in Inghilterra. Il pubblico Italiano ha cominciato sin dal primo giorno a rispondere in maniera incredibile alle nuove possibilità espressive offerte dalla piattaforma Current: centinaia i video ricevuti il primo mese tramite il sito Internet (molti dei quali sono stati già acquistati per la messa in onda), addirittura migliaia le news che la comunità ha segnalato sul nostro Social Network, il primo del genere in Italia.
Non pensi che l’appoggio a SKY, come a qualunque altra piattaforma televisiva, comporti, in un certo senso, un sacrificio alla piena “libertà” del progetto? O è un compromesso accettato per riuscire a giungere anche dove una webtv non potrebbe arrivare?
Viviamo in un epoca dove il paradosso TV e Internet è già evidente: i giovani sono in Rete, spendono li la maggior parte del loro tempo per informarsi, intrattenersi, socializzare. La distribuzione di un prodotto TV su Internet è assolutamente alla portata, il pubblico potenziale enorme. Mancano però due passaggi fondamentali perché la NetTV diventare una vera alternativa al classico broadcasting: innanzi tutto manca una piattaforma unica, condivisa e sufficientemente flessibile per distribuire la TV in rete, manca quindi una comprensione della portata del fenomeno da parte degli investitori pubblicitari. Mancano quindi oggi ancora le basi tecnico/economiche perché la NetTV possa effettivamente funzionare. L’unica piattaforma semplice, accessibile e che non costringe gli editori a mirare solo all’audience quanto alla qualità del prodotto è la PayTV, in Italia SKY. E questo non è un limite ma una grande opportunità, senza condizionamenti ne censure. Personalmente non vedo neanche il fatto che SKY sia a pagamento come un problema: semmai lo è il fatto che tutti noi si sia costretti a pagare più di 100 euro ogni anno per il canone RAI.
In un progetto così innovativo, anche la pubblicità ha delle regole tutte sue, giusto?
In parte. La pubblicità lavora su binari classici con commercial e sponsorizzazioni: prodotti semplici da far digerire ad un utenza pubblicitaria tradizionale. Per chi vuole innovare e raggiungere il target in maniera completamente diversa con un grado di coinvolgimento mai sperimentato prima Current propone la formula VCAM: pubblicità generata dalla comunità di video maker. In pratica un brand può venire dal canale, chiedere l’apertura di un contest chiedendo di attivare la comunità di video maker per creare uno spot pubblicitario dal basso. Il produttore indipendente che vince il contest viene pagato, il brand in cambio ha uno spot mediamente di grande qualità a basso costo.
Il POD più divertente e assurdo che finora ti è capitato di vedere?
Ce ne son tanti, ma la famiglia Current Cucina regala delle sorprese veramente incredibili. Abitudini culinarie da tutto il mondo con le scoperte più strane come in Cina dove in un Pod viene mostrato uno splendido ristorante che sembra uno ZOO, animali vivi in bella mostra pronti per essere scelti dai clienti e quindi cucinati e serviti a tavola.
La televisione è il tuo lavoro. Hai ancora tempo per guardarla? Quali sono i tuoi programmi preferiti? E cosa proprio non puoi sopportare?
Si la guardo, spesso e volentieri. Come ho detto più volte però non riesco ormai più a stare al passo dei palinsesti lineari, manco con estrema puntualità tutti gli appuntamenti. Vedo quindi TV registrata con il mio PVR, prevalentemente serie TV americane (Lost, 24, Heroes,…) programmi di approfondimento (Report, Matrix, Ominbus, …) e un po di sano sport. Non sopporto la TV che sfrutta l’ignoranza o le facili emozioni per fare intrattenimento di bassa lega: e qui è difficile fare esempi perché stiamo parlando del 70% della programmazione della TV generalista.
Immagina la tv fra vent’anni. Come la vedi? E tu, come ti vedi?
La TV tra 20 anni sarà cambiata tantissimo per quanto riguarda la tecniche produttive ed i sistemi distributivi. Tutto sarà digitale, leggero, trasportabile, on demand. I formati non credo che verranno stravolti: le regole fondamentali su come si confeziona un buon prodotto TV rimarranno sempre le stesse. Se andiamo avanti cosi comprimeremo ancora di più le durate, misceleremo i generi e renderemo tutto multi-interfaccia dove l’esperienza potrà viaggiare tra un media ed un altro a costituire un unico flusso d’intrattenimento. Io tra 20 anni mi vedo in altre faccende affaccendato: meno tecnologia più tempo libero.
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