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De.licio.us

INOUT DESIGNERS- "STREET JEWELLERY"

di marcow (31/10/2006 - 12:26)

"Bling-Bling" e "Bead Necklace" sono dei veri e propri gioielli giganti realizzati per abbellire le città sostituendo le tradizionali catene di ferro.

Dal genio di Damien Regamey per  "INOUT DESIGNERS": www.inoutdesigners.ch

"Bling-Bling"

"Bead Necklace"

Bye, AnnaV

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CUCURBITUM

di marcow (31/10/2006 - 11:44)

Dallo studio russo di design Art. Lebedev  una serie di piatti creati per "rendere un party di Halloween un successo sotto tutti gli aspetti".
 

Bye, AnnaV

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WAIT! N. 15 IS OUT NOW!

di marcow (30/10/2006 - 17:45)

E' appena uscito in nuovo numero di Wait! Copertina dedicata a Marco Lodola, realizzata dallo stesso maestro, che ha creato un vera scultura luminosa a forma di barattolo, poi fotografata per realizzare la cover.

Altri articoli di interesse:

- Vlieger & Vandam i giovani designer emergenti di borse che sono approdati al MOMA di New York

-Interviste musicali ai fenomeni mergenti Useless Wooden Toys e Kama,

-Gienchi il geniale cutomizzatore di sneakers che sta facendo parlare di sè il mondo dei fashion victim

-Marianna Martino, la ragazza che a soli 23 anni ha creato una casa editrice (di successo), la Zandegù

- e le consuete rubriche con recensioni di musica, dischi e molto molto fashion.

Per trovare il distributore ufficiale a te più vicino: www.bella.li

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Do you know the art of Mark Ryden?

di marcow (30/10/2006 - 09:35)

Mark Ryden (Oregon 1963) è un pittore di immagini criptiche e fantastiche, assolutamente dissacratorio, le sue opere spesso rappresentano simboli culturali e religiosi dell' Occidente. Sebbene egli avesse già illustrato diverse copertine di riviste popolari e dischi di band come i Red Hot Chili Pepper e The Butthole Surfers, la sua fama di artista è giunta con la copertina dell'album Dangerous di Michael Jackson, 1991.

copertina del dvd di Dangerous di Michael Jackson.

Girlskull, dettaglio della copertina.

 

 Il successo viene nel 2000 con la collezione  The Meat Show.  Come suggerisce il nome, la carne è il soggetto centrale di questa serie di dipinti. Una delle  ragioni per cui egli dipinge carne è perchè la gente si meraviglia a riguardo, e tra le altre innumerevoli, vi è il concetto espresso da Virgil Crow: "La vita è una grande illusione". Il motivo per cui siamo qui, confessa Mark Ryden, è che siamo creature di pura energia e "carne", quella stessa carne che una volta era parte di una bella creatura vivente che è diventata "sostanza" inanimata che noi trattiamo con un pò di oculatezza rispetto a ciò che era una volta, quando era viva.

 

Inside Sue, oil on panel 1997.

 

Anche il tema della religione viene affiancato a questa visione, egli cita a tal proposito un verso tratto dalla Bibbia, matteo 26:26: "e mentre loro stavano mangiando, Gesù prese il pane e lo benedì, lo spezzò e lo diede ai discepoli e disse, prendetene e mangiatene, questo è il mio corpo". Questa frase deve aver suscitato un grande interesse in lui che trova bizzarro partecipare ogni domenica al rito cattolico quando durante la comunione mangiano il corpo di Cristo. Se preso alla lettera, ciò può rivelarsi fonte di allucinazioni che vanno dall'umoristico all'orribile. Per non parlare del collegamento all'industria della carne, il sangue e la macellazione. è chiaro che molti di noi partecipano a questo evento consumando voracemente carne. Sebbene egli non giudichi il consumo di carne nella nostra cultura, egli stesso ne riconosce l'istinto naturale primario che paragona a quello del sesso e della pittura. Il paradosso per Mark sta nel sapere come quella gustosa bistecca di manzo sia finita nel suo piatto. Oltre l'impatto concettuale, la carne ha una forte qualità visiva, dovuta all'infinita varietà di sapori e modelli o ancora ai colori vermigli e ai grassi giallo ocra che la contraddistinguono. L'artisita  definisce glorioso dipingere la carne poichè è facile trascendere il rappresentativo. 

e mentre loro stavano mangiando, Gesù prese il pane e lo benedì, lo spezzò e lo diede ai discepoli e disse, prendete, mangiate; questo è il mio corpo"

The Angel of Meat, oil on panel 1998.

 

dettaglio.

Seguiranno poi, le serie più famose, Blood e il recentissimo Wondertoonel.

Per  la serie di quadretti in miniatura di Blood:

 

Rose, oil on panel 2003.

Wound, oil on panel 2003.

The Cloven Bunny, oil on panel 2003.

Alcune tra le prime opere che lo hanno reso famoso:

Little Boy Blue, oil on canvas 2001.

 

 

YHWH, oil on canvas 2000.

Wondertoonel , painitngs:

Bjork.

 

Chrisitna.

The Creatrix.

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"L'AMORE AL TEMPO DEI MORTI" - Robert Silverberg

di marcow (29/10/2006 - 22:09)

L'amore oltre la morte, il desiderio e la paura di vivere in eterno, l'incubo della sovrappopolazione mondiale e l'etica del suicidio sono alcuni dei temi toccati da questi due sorprendenti romanzi brevi di Robert Silverberg, uno dei più visionari e profetici scrittori contemporanei. La prima storia ipotizza un mondo in cui chiunque lo desideri può chiedere di essere "rianimato" dopo la morte. Nel  secondo romanzo Silverberg ci prospetta un mondo in cui l'età media è stata prolungata dalla scienza oltre il limite da molti ritenuto auspicabile, creando problemi di sovrappopolazione e rendendo il  suicidio non più un gesto moralmente riprovevole ma piuttosto una la scelta naturale, per chi ormai fa parte del passato, di far spazio alle nuove generazioni. Un romanzo che fa riflettere sulla vita, sulla morte e sulla potenza dei sentimenti.

Utopico, ma sorprendentemente vero e reale. Fazi Editore

 

Bye, AnnaV

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"ANIMAL THING"

di marcow (29/10/2006 - 18:56)

"Horse lamp", "Pig tray" e "Rabbit lamp". Chi non vorrebbe un cavallo ad illuminare il proprio salotto o un maiale per servire gli ospiti? Una serie di mobili da amare a prima vista o da odiare per sempre.

Designed by Front for Moooi www.moooi.nl

Bye, AnnaV

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SYLVIA JI, classe 1982.

di marcow (29/10/2006 - 15:43)

Embrassez-moi, acrylic/mixed media on wood.
 

Giselle, acrylic/mixed media on wood

 

Alcuni dei suoi dipinti riflettono simbolicamente se stessa, altri sono ritratti di persone che conosce o anche solo facce senza nome rappresentate in un paesaggio effimero e caratterizzato da una bellezza decadente.

Marionette, acrylic on wood.

Sylvia Ji ha conseguito una laurea presso l'Accademia delle Belle Arti di San Francisco come illustratrice e attualmente risiede nella California del sud.

Babette, acrylic/mixed media on wood.

 

Lick, acrylic/ink on wood.

Ciò che ispira le opere di questa giovane artista è l'amore. Gran parte del suo lavoro appare come un dialogo visivo verso se stessa e alcune persone che fanno parte della sua vita; è infine la ricerca delle emozioni e dei sentimenti legati all'amore: il dolore, il rimpianto, la bellezza, la gioia, la redenzione, il sesso, la lussuria.  

Love Struck, acrylic on wood.

 

Entropy, acrylic on wood.

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COVER TILES COLLECTION

di marcow (28/10/2006 - 12:39)

Il progetto "Cover-Tiles", dello studio olandese di design JSPR, nasce dall'idea di esporre all'esterno cio che normalmente è nascosto all'interno delle pareti. Così i tubi, i collegamenti e le bocchette dell'acqua diventano accessorio estetico, oltre che funzionale.La serie comprende cinque differenti tipi di mattonelle in ceramica bianca o nera per potersi adattare a qualunque impianto idraulico, e non solo. E' infatti incluso un manuale per il taglio e la piegatura dei tubi in modo da essere completamente liberi di usare le mattonelle per creare l'effetto desiderato. www.studiojspr.nl

Bye, AnnaV

 

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MALLEUS ROCK ART LAB

di marcow (20/10/2006 - 03:15)

 

INTERVISTA DI BEPPE DONATI - Estratto dal numero 14 di Wait! Luglio 2006

Forma artistica a sè stante, la poster art vanta tra i suoi maggiori esponenti un collettivo dal nome misterioso, Malleus. Dei ragazzi italiani con la passione per il rock e un immenso talento artistico. Abbiamo chiesto loro di reinterpretare la nostra copertina e li abbiamo intervistati.

Prima cosa, quanti siete nel progetto Malleus? Siamo 3. Poia, Lu ed Urlo.

Il vostro nome richiama una ben precisa simbologia. Come mai avete scelto proprio questo, c'è una chiave di lettura culturale/artistica? Malleus è un termine latino che significa Martello. E' stato preso spezzando “Malleus Maleficarum”, il martello delle streghe, il libro dell'inquisizione. E' un termine che ci attirava, suona bene anche se tutti spostano l'accento sulla E  invece che sulla A.

Quanti anni avete e da che tipo di studi artistici venite? URLO e POIA ne avranno 35 tra poco e non hanno dietro nessuno studio artistico, a meno che oggi l'architettura non sia un'arte... Lù ne ha 27 e di studi artistici ne ha fatti troppi.

Le vostre opere nel campo della "poster art" sono state piuttosto rivoluzionarie in Italia, si può dire che avete aperto una strada sulla scia di una più consolidata tradizione d'oltreoceano. Come avete cominciato? Qualcuno è venuto a cercarvi o vi siete proposti? Crediamo che le nostre opere siano state piuttosto rivoluzionarie anche oltreoceano. In 3 anni di posters siamo considerati tra i nuovi migliori artisti a livello internazionale. In Italia non c'era nulla, in Europa ben poco e molto legato alla scena americana. Noi ci siamo rifatti alla nostra cultura europea, ai grandi artisti come Mucha, Schiele, Klimt e kokoscha, al futurismo italiano e alla cultura del vecchio continente, molto più radicata e nostra. Dopo che Orange Factory, collettivo belga, ci aveva contattati per lavorare ad alcuni posters per i loro concerti, abbiamo iniziato a proporre le nostre opere ad altri artisti e poco alla volta il nome Malleus è cresciuto.

Avete qualche artista di riferimento, nel vostro campo o più in generale nelle arti visive? Troppi per farne un elenco... Andiamo da Klimt, Mucha, Griffin, Mignola, Moscoso, Pazienza, Leonardo, Warhol, alle donnine svestite di dubbio gusto in internet, da Tetsuo, Kitano, Burton, Kubrick, Jarmush, a  K. Anger e le prime avanguardie,dalle seconde avanguardie americane,al video, Paik, Viola e tutta la prima generazione di videoimmaginari. Il cinema coreano che va tanto di moda oggi, e quello giapponese. Di italiano???  Oggi qualcosa di Salvatores e Infascelli. Ieri Marco Ferreri, Pasolini, Sergio Leone, Antonioni, e chi più ne ha più ne metta come si dice quando non si ha voglia di elencare nomi:-) Tra gli artisti del fumetto, a parte i già citati Mignola e Pazienza, aggiungerei Moebius, Kirby, Magnus, Andreas...

Le scelte realizzative quanto sono in mano vostra e quanto invece dipendono da input esterni? Qualcuno ha mai rifiutato o fatto modificare radicalmente la vostra realizzazione? Solitamente il poster è in mano nostra, per il resto dipende molto dalla clientela, ma generalmente quasi tutti si fidano di noi.

Utilizzate più il computer o disegno manuale? Ogni nostro lavoro nasce dal disegno manuale. Quindi passa attraverso il computer e, nel caso della serigrafia, ritorna alla manualità.

Ho visto che vendete online tramite il vostro sito e anche su ebay. Considerando l'altissimo livello di alcuni musicisti con cui avete lavorato, all'estero c'è interesse per le vostre opere o è prevalentemente in Italia?Direi che in italia è più vicino e visibile, ma l'attenzione maggiore viene da fuori. Abbiamo iniziato all'estero circa 8 anni fa, e l'Italia si è accorta di noi da solo 3 anni.

Qual è il lavoro che vi ha dato più soddisfazione, per il risultato o per l'importanza del musicista? Ogni lavoro è un gradino, non sapremmo scegliere...

Che musica ascoltate e preferite, a prescindere dai motivi "di lavoro"? Andiamo a periodi. Ultimamente Earth, I am Kloot, Mogwai, Liars. Non sopportiamo il pop inglese alla Arctic Monkeys o alla Franz Ferdinand.  Presto il Drone ucciderà il pop.

Facciamo un salto indietro nel tempo, qual è il primo poster che avete strappato da un muro o acquistato? URLO: Non saprei. Ricordo un orripilante poster dei Duran Duran che era all'interno di un altrettanto ripugnante disco... il primo poster non si scorda mai, ma non mi viene in mente... LU: io invece ricordo benissimo di aver coscientemente comperato per una cifra irrisoria il mega poster dei GUNS'N ROSES e di averlo attaccato con fierezza nella mia cameretta... non era brutto era solo tremendamente METAL! POIA: un poster con i dinosauri. nudi.

Ci raccontate qualcosa sui vostri progetti paralleli e sperimentali, Ufomammut e Supernaturalcat? Ufomammut, ossia Urlo e Poia assieme a Vita, esistono da anni e con l'ultimo disco “Lucifer Songs” sembra abbiano aperto uno spiraglio in Italia ad un genere non del tutto italiano. Sono considerati all'estero come una delle migliori band psichedeliche in circolazione, sono stati paragonati ai Pink Floyd e piangono per l'emozione all'improvviso. Supernaturalcat è un progetto nuovo nuovo ed ancora in fieri, ogni giorno si aggiunge un'idea, non è mai completo..., nato sia dalla necessità che dalla volontà di iniziare a esportare dal Bel Paese un po' di buona musica vestita bene. Punto di forza del progetto è infatti la cura di ogni dettaglio, dalla grafica al packaging fino ad arrivare al merchandise.  Con il tempo abbiamo imparato che la totale indipendenza dalla discografia porta ad una migliore gestione del lavoro. Oggi come oggi crediamo che l'unica vera realtà totalmente indipendente sotto ogni punto di vista, dalla produzione alla promozione, fino alla distribuzione sia Supernaturalcat. Ci mancano le creste colorate ...

Da quanto tempo suonate insieme? Troppo...

Con la band siete stati di recente in Olanda e Inghilterra, com'è andata? Molto bene. Abbiamo scoperto di avere un notevole seguito oltre i confini italiani e soprattutto in Inghilterra ci siamo imbattuti in un pubblico molto caloroso e preparato alle nostre canzonette. Il Roadburn festival, in Olanda, è stata una grande occasione, e a quanto pare il nostro Live, assieme a quello degli heads, è stato considerato dai più il migliore della giornata... Insomma, non ci si lamenta.

Sito web: www.malleusdelic.com

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SWEAR - Sneakers or not?

di marcow (19/10/2006 - 20:02)

Presentare questo brand come nuovo in Italia è del tutto sbagliato. Negozi d'avanguardia e ricerca come Purple a Milano trattano queste scarpe da diversi anni. Solo che per le Swear è giunto il momento del grande lancio, e si sta registrando un fermento che sembra far preludere alla grande moda. Non solo in Italia, ma anche all'estero le Swear stanno pian piano diventando un mito, un'icona. Amatissime dalle rock band inglesi, come i Franz Ferdinand, seguiti da tutto il sottobosco indie, che è poi quello che fa partire la tendenza, queste scarpe profumano già di leggenda. A partire dalla suola, sotto cui è incisa l'immagine di Jeams Dean con la scritta 'Rebel Without a Cause'. Scarpa a punta, traforata, dall'aria elegante, ma con la suola in gomma e con lo spirito alternativo. Il motivo del successo probabilmente è anche un altro. Molta gente è stufa delle solite sneakers ma non amando andare in giro con mocassini da cerimonia, ha trovato nelle Swear un’ alternativa assolutamente perfetta e glamour. E sì che la storia delle Swear è strana. Partita nel 1994 con il brand Swear Alternative l'azienda s'era specializzata nel creare scarpe alternatiave da raver, con grande successo anche in Germania. Congelato il progetto per due anni questo è ripartito, ma con una seconda linea che ha affiancato l'originale e del tutto diversa: le Swear diciamo 'eleganti'. Aperto un negozio in Carnaby Street ora la storia per un grande successo sembra già scritta.  On-line le trovi in vedita in Italia su www.superflydeluxe.com, per l'Europa in generale su www.zoovillage.com.

MARCO BIANCHI

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PLASTIC FANTASTIC - Intervista a Jasper Van Grootel

di marcow (19/10/2006 - 19:49)

INTERVISTA A JASPER VAN GROOTEL DI ANNALISA VARESI - Estratto da Wait! numero 14 - luglio 2006

Appena ho visto la collezione "Plastic Fantastic" creata dallo studio olandese di design JSPR, è stato amore a prima vista. Una serie di sedute dalle forme estremamente classiche reinventate nel più moderno dei materiali, la plastica, in una serie infinita di colori. Quando poi ho scoperto che il fondatore dello studio JSPR, Jasper van Grootel, ha solo 27 anni, intervistarlo è stato inevitabile. Lo abbiamo contattato durante una pausa fra un’esposizione e l'altra in giro per il mondo.

Qual è il tuo background? Cosa? Come? Quando? Perché?
Sono cresciuto in un piccolo villaggio circondato dai campi e dal legno con cui ho sempre giocato. Quando ero piccolo amavo inventarmi un mio mondo come fanno tutti i bambini, ma a differenza degli altri io me lo creavo realmente. Ricordo che mio padre una volta mi diede una struttura di metallo di quelle che si usano per arrampicarsi ed io dopo una settimana l'avevo completamente trasformata in un aeroplano. Ho anche creato una "casa dei fantasmi" nel mio garage come attrazione per il vicinato. Dopo la scuola superiore ho studiato ingegneria meccanica. Crescendo questa "cosa" chiamata design è diventata sempre più seria ed importante fino al punto in cui mi sono deciso a frequentare l'accademia.

Ti ritieni un artista?
Mmmh… sì e no. Mi occupo di prodotti destinati al commercio, e quando disegno sicuramente creo qualcosa che mi piace, ma penso anche agli aspetti commerciali come la produzione, la distribuzione, i costi, i profitti, ecc.
Penso di essere un artista e un uomo d'affari contemporaneamente.

La tua fonte d'ispirazione costante?
Prendo l'ispirazione e le idee migliori dagli amici o dalla gente che non fa parte del mondo del design. Avere una conversazione con queste persone circa la loro interpretazione degli oggetti e dei prodotti in un certo senso è più chiaro e stimolante rispetto ad avere la stessa conversazione con un collega. Penso che molti designer vivano in un "mondo tutto loro" dimenticando troppo spesso l'interesse e l'utilità delle persone.

E cosa osservi? O cosa hai osservato, ad esempio, ieri?
Mi piace osservare l'interesse delle persone per i materiali, le forme, ecc.
Queste sono cose che mi intrigano e mi influenzano nel modo di creare. Mi piace inoltre osservare la gente alle nostre esposizioni per vedere come reagisce di fronte alle nostre creazioni, senza sapere che il designer è lì dietro di loro.

Quali sono i tuoi "maestri"? Chi ti ispira?
Non ho in realtà un "maestro" preferito da menzionare. Ammiro le differenti qualità di alcuni designer. Per esempio Jeff Koons per il suo modo commerciale di pensare e per il suo uso della "banalità" per scuotere il mondo, o Daniel Liebeskind con il suo modo di utilizzare le emozioni e la memoria per creare.

Ti importa che le tue opere siano comprate o ti appaga completamente l'atto creativo?
Per me è importante che i nostri prodotti vengano comprati, li facciamo perché la gente li usi. L'azione creativa è una parte della soddisfazione, ma abbiamo bisogno di vendere perché altrimenti non potremmo intraprendere nuove produzioni e realizzare nuovi progetti.

Qualcosa che ti piacerebbe fare e che non hai ancora fatto?
Ho sempre voluto creare un parco dei divertimenti. è un sogno che ho fin da quando ero bambino e adesso, a 27 anni, sarebbe davvero un progetto grazioso da realizzare. Ma se devo essere onesto il mio progetto preferito è quello a cui lavoro anche ora: creare con il mio studio una gamma completa di prodotti, commercializzarli in tutto il mondo e continuare ad incontrare gente interessante e di ispirazione come è successo finora.

Bye, AnnaV

 

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KUBICHEK! It's a long way to the top.

di marcow (19/10/2006 - 19:38)

INTERVISTA DI FRANCESCO NEGRONI - Estratto da Wait! numero 13 - luglio 2006

In Inghilterra succede che un gruppo ancora senza contratto finisca sulle pagine di NME, la bibbia inglese del rock, partecipi ai festival europei e faccia un'intera tournè da headliner. Così sono arrivati in alto Arctic Monkeys e Kaiser Chiefs...vediamo se questo quartetto rigorosamente made in UK saprà fare altrettanto.

Il vostro nome sta circolando molto nella scena underground inglese. Iniziate a sentirvi importanti?
Frog:
Nessuno di noi pensa che stiamo diventando qualcosa di importante, ma siamo felici del numero sempre maggiore di persone che ci seguono anche dal vivo. Finché non ci sarà nessuno che sgancerà soldi per noi, non ci riterremo minimamente importanti.
Abbiamo appena completato il nostro primo tour da headliner in Inghilterra e abbiamo fatto concerti anche davanti a sole 60 persone ma vedere la gente che arriva solo per te, per cantare le tue canzoni dopo essersi fatta tutti quei km, è tutto quello che vogliamo dalla vita.

3 cose che fareste per i KUBICHEK?
Frog: Potrei persino regalare agli altri membri della band il mio ultimo "Rolo"(cioccolato)...
Alan: Andrei a suonare a Ibiza, e data la mia totale allergia al sole, diventerei una enorme isterica macchia rossa.
Chris: Proverei a schiantarmi per la seconda volta contro un albero con la mia macchina, nel tentativo di riportare a casa i 5 membri della band.

I 3 dischi che ti porteresti ovunque?
Frog:

1. Q and Not U - So many animal calls - Un incrocio tra Prince e Fugazi
2. The Motorettes - Super Heart Beats - Dal nome si deduce un incrocio tra Ronettes e Motorhead
3. La colonna sonora di Rocky

Che cosa sapete della scena rock italiana (“Niente” è accettata come risposta!!!)
Frog: Non conosco nulla ma posso immaginare sia simile a quella inglese ma con un tono molto più sexy.

Sito Web: www.kubichek.co.uk

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